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Lo hanno sottolineato a Bruxelles, incontrando i corrispondenti della stampa, Luigi Abete (Federazione Banche Assicurazioni e Finanza – FeBAF), Antonio Patuelli (Abi) e Maria Bianca Farina (Ania). “Una mezza Unione Bancaria e una mezza Unione Finanziaria – ha dichiarato Abete, presidente FeBAF – non fanno una riforma, ma restano solo due ‘incompiute’. E anche sugli investimenti il pur condivisibile Piano Juncker non basta: da un lato andrebbe adeguatamente rifinanziato, dall’altro accompagnato da una strategia integrata di politiche delle infrastrutture, della competitività e dell’innovazione”. Inoltre secondo Antonio Patuelli, presidente Abi, “occorre fare un bilancio e una verifica dopo un biennio di Unione Bancaria europea perché la Vigilanza è unica, ma le normative in materia di diritto bancario, diritto dei mercati finanziari, diritto tributario, diritto fallimentare e diritto penale dell’economia sono tutte diverse tra uno stato e l’altro dell’Ue. Così non si va avanti. Ci sono distorsioni evidenti nell’applicazione di normative differenti. Se non si procede presto a realizzare una legislazione comune nelle materie citate si minano le prospettive di rafforzamento e consolidamento dell’Unione Bancaria”.

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