Dopo l’agitazione dello scorso 29 novembre un nuovo sciopero è già all’orizzonte.
Venerdì 13 dicembre è infatti la data scelta da Usb, unione sindacale di base, per lo sciopero generale dei lavoratori di tutte le categorie pubbliche e private.
Come confermato dal portale dedicato del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, l’agitazione è stata indetta lo scorso ottobre e si terrà proprio il 13 dicembre. A rischio, come sempre, i treni e i mezzi pubblici nelle città. A Milano e in Lombardia potranno incrociare le braccia i lavoratori di Trenord – la società che gestisce il servizio ferroviario in regione – e i dipendenti di Atm, con metropolitane, bus e tram che potrebbero subire stop e disagi. Secondo quanto comunicato dalla stessa Usb lo sciopero dei treni inizierà alle 21 del 12 dicembre e terminerà 24 ore dopo, alle 20.59 del 13. I mezzi di Tpl saranno invece a rischio “24 ore con modalità territoriali”.
Proprio l’unione sindacale di base ha diffuso un lungo comunicato per spiegare le ragioni dello sciopero, mettendo “nel mirino” il governo di Giorgia Meloni. “È ora di convocare uno sciopero generale che coinvolga tutte le categorie del mondo del lavoro e metta in movimento anche il resto della società, perché le scelte che questo governo sta realizzando hanno delle ricadute pesanti non solo sulle condizioni di lavoro ma anche sulle condizioni di vita, sul sistema dei servizi e più in generale sulle libertà democratiche e sul rischio sempre più concreto di vederci coinvolti in una pericolosissima spirale di guerra”, si legge nella nota.
“Dopo una serie di agitazioni già proclamate in diverse categorie che si svolgeranno nelle prossime settimane, dopo le manifestazioni organizzate lo scorso 19 ottobre in tutto il paese contro il ddl 1660, dopo le manifestazioni di sostegno alle ragioni della resistenza palestinese che hanno sfidato i divieti illegittimi voluti dal Ministro degli Interni, l’unione sindacale di base proclama lo sciopero generale per il prossimo 13 dicembre”, l’annuncio della sigla.
“La lista delle ragioni che spingono a convocare lo sciopero generale si allunga ogni giorno. C’è un disegno generale che il governo Meloni sta portando avanti che concentra le risorse per l’economia di guerra, aumenta le disuguaglianze sociali e ci trascina verso l’abisso di una nuova guerra mondiale. Non c’è un solo ambito della vita sociale, politica e culturale del Paese che non sia sotto attacco, dalla scuola alla sanità, dall’ambiente alla sfera dei diritti civili, dall’accoglienza alla restrizione degli spazi di democrazia. E – hanno proseguoto da Usb – sul piano economico e del lavoro c’è una scelta netta dalla parte delle banche e delle grandi imprese, una politica economica che asseconda la deindustrializzazione e ci condanna alla turistificazione della penisola”.
“È il nostro futuro che questo governo sta ipotecando. Non solo perché rende vulnerabili i nostri territori di fronte all’aggravarsi della crisi climatica, non solo perché prospetta una vecchiaia di pensioni da fame per tutte le nuove generazioni, non solo perché cancella diritti fondamentali come quello di curarsi o di avere un alloggio dignitoso, ma anche perché – hanno concluso dal sindacato – vuole imporre una cultura che colpisce i diritti degli ultimi e alimenta la guerra ai poveri”.