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Sammontana: può un gelato far riflettere sul problema ambientale?

I Bagnoli, imprenditori toscani conosciuti per i marchi Sammontana, Tre Marie e il Pasticcere, pensano di sì tanto che, dopo l’avvio di un percorso produttivo sostenibile, stanno ora passando a sollecitare l’attenzione del cliente finale. Dove? In spiaggia ovviamente. È quanto prevede di fare il progetto pilota realizzato da Sammontana Italia insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che andrà a compensare l’impatto ambientale di 18 lidi (selezionati secondo precisi criteri di sostenibilità) che avranno modo di valorizzare il proprio impegno anche attraverso attrezzature innovative, fra cui frigoriferi ad alta efficienza energetica forniti dall’azienda e di sensibilizzare i propri clienti al consumo responsabile di gelato grazie a materiale informativo. Sammontana, un percorso sostenibile anche nella produzione Perché il gelato deve essere sostenibile a monte nelle stesse ricette (anziché il latte è possibile utilizzare latte vegetale come quello di mandorla che abbatte per esempio l’uso di acqua del 44%), nel processo produttivo (energia e logistica sono le prime voci da efficientare), durante la consegna e la vendita. Ma a valle è necessario educare sia chi vende il gelato sia chi lo acquista portando anche il cliente a smaltire adeguatamente il packaging. “Il problema dell’inquinamento dei mari” ricorda Fabio Iraldo docente della Scuola Superiore di Sant’Anna “è sotto gli occhi di tutti, ma da ricerche effettuate è dimostrato che il 90% sono rifiuti che provengono dall’entroterra“. Ma non solo, sempre Iraldo fa riferimento a un’indagine di Ippr, Legambiente ed Enea (2017) da cui emerge una media di 670 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia. A livello di oggetti, tra i più rinvenuti – in peso – troviamo un 20 percento composto da packaging alimentare e non alimentare. Così, il marketing dell’industria alimentare sta scoprendo che una buona leva potrebbe proprio essere quella che va a incidere sulla decisione di acquisto: riuscire a far scegliere, in questo caso, un gelato confezionato non solo per il buon gusto, ma anche per la consapevolezza che dietro a quel gelato c’è un processo di rispetto per l’ambiente che non si inventa dall’oggi al domani ma parte da studi scientifici. Che per Sammontana Italia vuol dire rifarsi agli studi di Lca ed Eco-design realizzati in collaborazione con il Consorzio Universitario di Ricerca Applicata (Cura) dell’Università degli Studi di Padova. Tutto il resto è una produzione che prevede la compensazione di tutta la CO2 prodotta da Sammontana attraverso l’acquisto e il ritiro di Carbon Credit. Carlo Felice Chizzolini, direttore ambiente dell’azienda è in fase di valutazione di un nuovo partner che dopo EcoWay continui il lavoro di compensazione che dal 2017 ha portato a risparmiare un totale di 45.044 tonnellate di CO2 equivalente per azzerare le emissioni di Barattolino, Fruttiamo e Amando: i gelati sostenibili di Sammontana.

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