Trasportare 2400 persone per oltre 400 anni e all’interno di un’astronave grande 58 chilometri, con l’obiettivo di completare un viaggio che nessun essere umano ha mai tentato?
Oggi parleremo del vincitore del concorso internazionale Hyperion tenutosi nel 2025. Chiamato progetto Chrysalis, si tratta di un’idea decisamente ben sviluppata e con dettagli estremamente accurati. Parliamo infatti di veri e propri rendering architettonici di paesaggi interni, diversi budget di spesa, alcuni calcoli per generare la gravità artificiale e, cosa per nulla scontata, modelli di governance atti a prevenire il collasso sociale durante i 400 anni necessari al viaggio ipotetico. La particolarità di questo progetto, risiede infatti nel livello di integrazione dei vari sistemi. Facciamo alcuni esempi.
Tanto per cominciare, la gravità artificiale è stato il fulcro su cui sviluppare l’intera idea. Sfortunatamente, ad oggi, la fisica degli habitat rotanti impone alcuni vincoli difficilmente arginabili.
Il team di Chrysalis è arrivato a progettare una struttura di 58 chilometri con cilindri che ruotano in direzioni opposte. Gli strati più esterni producono una forza centrifuga equivalente a 0,9 volte la gravità terrestre. Le dimensioni sono la conseguenza diretta del tentativo di garantire il comfort degli occupanti umani mentre si genera gravità attraverso la rotazione.
Naturalmente non è mai esistita una struttura simile e nessun sistema di lancio potrebbe sollevarne le componenti dalla Terra. Il progetto ha risolto anche questo problema, ipotizzando un assemblaggio in uno dei punti di Lagrange, ovvero delle regioni che la NASA descrive come aree gravitazionalmente stabili in cui la navicella spaziale può mantenere la posizione con un consumo minimo di carburante.
Come è facile immaginare, per quanto riguarda la propulsione e l’energia di bordo il team ha optato per l’energia di fusione. In particolare, si tratterebbe di un motore a fusione diretta (Direct Fusion Drive) che utilizza elio-3 e deuterio, con un anno di accelerazione necessario a raggiungere la velocità di crociera, 400 anni di navigazione e un anno finale di decelerazione. Sebbene appaia superfluo sottolinearlo, ad oggi non esiste alcun reattore simile.
Passando al riciclo e recupero dell’acqua a bordo, il progetto presuppone cicli biologici completamente integrati e perfettamente operativi per 400 anni. Ma non è tutto.
L’aspetto forse più interessante della competizione Hyperion, era la richiesta ai team di affrontare non solo la sopravvivenza fisica, ma anche la coesione sociale attraverso i secoli. Da questo punto di vista, Chrysalis include protocolli di selezione dell’equipaggio realizzati sull’esperienza delle stazioni antartiche, con addestramenti pre-missione in ambienti estremi.
Il team ha inoltre proposto un’educazione dei figli basata sulla comunitàpiuttosto che su nuclei familiari, con una gestione della popolazione attraverso la separazione temporale volontaria delle nascite. Infine, vari sistemi di conservazione della conoscenza manterrebbero la continuità tecnologica e culturale attraverso le circa 16 generazioni che si susseguirebbero a bordo dell’astronave.
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