Uaw ha depositato un’accusa contro Stellantis e General Motors per pratiche di lavoro sleali e minaccia un lungo sciopero
La storia del braccio di ferro in corso tra il sindacato americano e i colossi americani dell’auto si arricchisce di un nuovo capitolo.

La storia del braccio di ferro in corso tra il sindacato americano e i colossi americani dell’auto si arricchisce di un nuovo capitolo.

Il presidente dell’Uaw, Shawn Fain, ha spiegato che le accuse sono state depositate presso il Consiglio nazionale per i rapporti sul posto di lavoro e che le aziende non hanno negoziato in buona fede con i dipendenti.

Il sindacato ha dichiarato di aver presentato i reclami contro Stellantis e General Motors per non aver avanzato controproposte alle richieste economiche del sindacato. Il presidente Fain ha spiegato ai lavoratori giovedì 31 che Ford era stata l’unica azienda tra le “Big Three” di Detroit a fare una sua offerta, pur avendo comunque rifiutato la maggior parte delle richieste del sindacato. Il prossimo 14 settembre i contratti dei circa 146.000 lavoratori del settore automobilistico con le aziende di Detroit scadranno e lo scenario sempre più probabile, nuovamente minacciato dal capo dell’Uaw, è quello di un lungo sciopero che potrebbe avere un forte impatto economico sulle società.

In una nota Stellantis ha affermato che le accuse di pratiche di lavoro sleali non sono basate su fatti e che si difenderà con vigore. «Siamo delusi nello scoprire che il signor Fain è più concentrato su cause legali frivole piuttosto che sulle vere trattative». Nella mattinata del 1° settembre a Piazza Affari il titolo della casa guidata da Carlos Tavares scambia in territorio negativo, perdendo lo 0,65% a 17,068 euro. 

Banca Akros, che su Stellantis ha un giudizio accumulate con un target price a 21 euro, fa notare che «le trattative stanno procedendo in un ambiente molto teso; si avvicina la scadenza e i membri dei sindacati (sia negli Stati Uniti che in Canada) hanno votato a favore di uno sciopero se le parti non raggiungono un accordo». Gli esperti concludono che «la notizia è negativa» e soprattutto che «non è scontata». 

Equita: Stellantis esce dal portafoglio dei best picks

Stellantis inoltre esce dalla selezione best picks di Equita. La sim ha spiegato che il titolo non fa più parte del portafoglio dei best picks per effetto della riduzione del peso di 50 punti base avvenuta durante il mese e dell’aumento del peso di Interpump. 

“Nel corso del mese abbiamo preso parziale profitto alla luce della sovraperformance”, spiegano gli analisti di Equita, “e per il rischio di scioperi legato al rinnovo del contratto di lavoro in Nord America. Il buy resta confermato, così come il sovrappeso nel portafoglio raccomandato, per multipli cheap, sinergie da fusione, solida struttura finanziaria e chiara strategia sui Bev (Battery Electric Vehicles)”. 

Le richieste dell’Uaw e le parti sempre più distanti

Di fronte a queste posizioni è chiaro che le distanze tra le parti, a sole due settimane dalla scadenza dei contratti, invece che avvicinarsi si stanno sempre più allontanando. Fain ha avvertito le aziende di non aspettare l’ultimo minuto per prendere sul serio le trattative. «Le Tre Grandi o non ci stanno ascoltando o non ci stanno prendendo sul serio», ha detto Fain, definendo il rifiuto di rispondere «insultante e controproducente», e anche illegale. La Uaw ha messo sul tavolo richieste molto forti: aumenti salariali del 46% in quattro anni, il ripristino delle pensioni tradizionali a beneficio definito per le nuove assunzioni, la fine dei livelli salariali, aumenti pensionistici per i pensionati e una settimana lavorativa di 32 ore per 40 ore di stipendio.

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