Le visite fiscali costituiscono un appuntamento a cui il lavoratore in malattia non dovrebbe mai mancare. Si tratta infatti di controlli medici svolti al fine di attestare lo stato di salute di un dipendente impossibilitato a compiere le mansioni contrattuali per motivi sanitari.
Inps dispone e gestisce queste visite attraverso i medici fiscali convenzionati e, oltre a prevederla d’ufficio lo stesso istituto, a richiederla (come previsto dall’art. 5 della legge 300/1970) può essere lo stesso datore di lavoro. Nel corso degli anni le regole di funzionamento dell’istituto sono cambiate e oggi non manca di certo chi si domanda quali sono gli orari, in cui farsi trovare a casa per la visita fiscale. Di seguito riepilogheremo proprio queste fasce orarie da rispettare, per evitare brutte sorprese.
Fasce di reperibilità Inps, le regole aggiornate
La visita fiscale è uno strumento previsto dal legislatore al fine di combattere abusi e false certificazioni e per garantire la regolarità delle assenze per malattia. Al contempo tale strumento serve a contenere i costi a carico di Inps e delle aziende. Ricordiamo infatti che, sulla scorta del certificato di malattia inviato dal proprio medico all’Inps, il lavoratore beneficia – durante il periodo di assenza – di un’indennità specifica.
Ebbene, qualche anno fa il Tar Lazio ha dichiarato incostituzionale il decreto 206/2017 perché differenziava gli orari tra dipendenti pubblici e privati e, conseguentemente, oggi valgono le stesse fasce di reperibilità per tutti i lavoratori. Lo rimarca il messaggio Inps 4640/2023. Queste le finestre giornaliere:
- Mattina 10:00 – 12:00
- Pomeriggio 17:00 – 19:00
- Inclusi weekend e festivi
Il medico si reca all’indirizzo comunicato in precedenza per verificare presenza e condizioni di salute del dipendente. Queste ultime saranno valutate per capire se la malattia tuttora giustifica l’assenza dall’ufficio o se, invece, è possibile riprendere a lavorare. Al termine della visita, il professionista redigerà un verbale trasmesso di seguito all’Inps.
Come accennato, per il lavoratore malato è essenziale farsi trovare agli orari indicati, perché il rischio è altrimenti quello di subire una sanzione disciplinare da parte del datore di lavoro, secondo quanto previsto dal Ccnl di riferimento (fino al licenziamento per giusta causa), come pure una sanzione economica legata alla decurtazione dell’indennità di malattia.
Infine, le esenzioni dall’obbligo di reperibilità sono previste dalla legge, ma debbono essere opportunamente documentate. Si pensi ad es. alle patologie gravi che richiedono terapie salvavita (trattamenti oncologici o dialisi).