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Il bollettino giornaliero è destinato a cambiare, dice il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, parlando di una scelta politica più che scientifica, e chiarisce che sul sistema dei colori va fatta assolutamente una riflessione, perché a fronte di un 90% di vaccinati è giusto dare prospettive ai cittadini.

“Credo sia necessario cambiare qualcosa dal punto di vista della comunicazione della pandemia. Se continuiamo a comunicare ogni giorno in maniera generica che si contagiano oltre 150 mila concittadini, il rischio è che diamo voce a coloro che sostengono che è inutile vaccinarsi perché ci si contagia lo stesso”, ha sottolineato il sottosegretario alla Costa a Skytg24.

Bisogna tener conto che “lo scenario è cambiato, e quindi distinguere tra sintomatici e asintomatici, dire con chiarezza che coloro che hanno conseguenze più gravi sono non vaccinati, approfondire il dato sulle terapie intensive”, ha spiegato. “Credo che questo sarebbe utile per cercare di ridurre ancora di più la platea dei non vaccinati”, ha aggiunto. Per quanto riguarda il bollettino, “si tratta più di una scelta politica che scientifica, e credo sarà destinato a cambiare nelle prossime settimane”, ha continuato.

Costa, inoltre, si è detto favorevole a tenere in classe tutti gli studenti vaccinati: “La didattica in presenza deve essere una garanzia a prescindere”.

Intanto nell’ultima settimana (dal 10 al 16 gennaio) è stato toccato il record di somministrazioni settimanali nella campagna vaccinale, 4,5 milioni nella settimana, quota mai toccata finora. In gran parte si tratta di terze dosi, anche se le prime (bambini 5-11 anni compresi) sono risalite: dopo le 93mila di sabato, ieri 62mila. La fondazione Gimbe fa notare che dei 542mila nuovi vaccinati, ben 137mila sono over 50, e questo significa che la definizione dell’obbligo qualche risultato lo ha determinato. Si vedono segni di rallentamento dell’epidemia, aggiunge, ma la curva dei decessi è in ripida salita e sarà l’ultima a scendere.

Di Deborah

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