La Bce se ne frega dello spread

UDiceva Albert Einstein: “Coincidenza è il modo di Dio di restare anonimo”. Qui, però, di divino non c’è nulla. Semmai, di diabolico. Già, perché lo stesso giorno in cui Christine Lagarde – la burocrate ex Fondo Monetario Internazionale oggi a capo della Bce – si lasciava andare a frasi improvvide contro l’Italia in piena emergenza coronavirus facendo intendere che i rubinetti della Banca centrale europea sarebbero rimasti chiusi, in quello stesso giorno l’istituto da lei presieduto pubblicava un maxi-bando di gara dal valore di 1,5 milioni di euro per – udite, udite – “Prestazione di servizi per agenzia di eventi”. Sembrerebbe uno scherzo e invece è proprio così.

COSA C’È DA FESTEGGIARE. Ma partiamo da principio. È il 13 marzo quando la Lagarde interviene in conferenza stampa sull’emergenza coronavirus e precisa (salvo poi chiedere scusa) che aiutare l’Italia sarà molto difficile perché “ridurre lo spread non è nostro compito”. Ebbene, nello stesso giorno la Bce pubblica questo più che curioso bando di gara. Stando alla breve descrizione reperibile sui documenti ufficiali che La Notizia ha potuto consultare, “la Bce sta cercando un fornitore per la fornitura di servizi di agenzia di eventi per l’evento annuale di punta della banca, il Forum della Bce sulle banche centrali (EFCB)”. Parliamo di un evento che si è tenuto per la prima volta a maggio 2014 e si svolge ogni anno con circa 200 partecipanti di alto livello.

Dal 2014 la sede è stata a Sintra, in Portogallo. Nel 2020 l’evento dovrebbe svolgersi dal 29 giugno al primo luglio. E la richiesta che arriva dalle stanze della Lagarde è chiara e specificata nei documenti ufficiali: “In futuro, l’evento potrebbe svolgersi in un luogo diverso, possibilmente al di fuori del Portogallo ma all’interno dell’Unione Europea”. Ma sì: meglio cambiare location, esattamente nel periodo in cui nel frattempo l’Unione europea chiude le sue frontiere esterne per scongiurare il contagio. Insomma, l’organizzazione dell’evento dell’anno non può proprio essere rinviata. Meglio non perdere tempo e mettere sul piatto 1,5 milioni di euro.

AUTO DI LUSSO. Ma c’è di più. Sfogliando la ricca documentazione, infatti, si scopre che l’idea è quella di mettere a punto un contratto quadro di modo che l’agenzia di eventi possa occuparsi dell’organizzazione a 360 gradi. Mai tempi furono più azzeccati. E così, ad esempio, la consulenza dovrebbe riguardare la definizione di “idee per la progettazione e l’implementazione del contenuto relativo alla conferenza, la creazione della sala, strutture tecniche all’avanguardia e soluzioni innovative”; la strategia di comunicazione; la fornitura di servizi, dalla gestione degli inviti e delle registrazioni, ai servizi di sicurezza fino all’allestimento delle sale conferenze compresi, addirittura, pure “la costruzione e l’allestimento di palchi per le conferenze, la cena e le sale stampa, il banco di registrazione e di benvenuto, la produzione e allestimento di fondali per le aree congressuali”. E poi stampe, servizi di catering, di trasporto in “aeroporto, autobus e limousine” fino al non meglio specificato “intrattenimento”. Insomma, una vera e propria festa con tutti gli addobbi, le cerimonie, gli invitati.

ZERO ALIBI. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che verosimilmente trattasi di una gara già preventivata in tempi precedenti allo scoppio dell’epidemia. È altrettanto vero, tuttavia, che basta consultare il motore di ricerca dei bandi europei, per rendersi conto che sono una marea le gare sospese, rinviata, congelate o cancellate dopo lo scoppio dell’epidemia Covid-19. Cosa che, a quanto pare, non è neanche venuta in mente alla Banca centrale europea. Tutto è andato avanti come se nulla fosse accaduto in queste ultime settimane. Tanto che dalla lettura del bando resta confermata la data di chiusura delle offerte: 3 aprile 2020 alle ore 18,00. Ed ecco l’ultima curiosa coincidenza. Lo spirito di questo bando di gara sembra proprio rispecchiare quello della presidente Lagarde: completamente disinteressata all’emergenza sanitaria italiana, completamente assente. D’altronde è stata chiara su un punto: a differenza di Mario Draghi, la Lagarde non vuole passare alla storia per il “Whatever it takes”, ad ogni costo. A meno che, manco a dirlo, non si parli di feste ed eventi in cui la Bce si addobba in pompa magna e sparla di quanto non-fatto nel corso della sua attività. In quel caso, ogni sacrificio è ben voluto. Cin cin.

La Bce se ne frega dello spread ultima modifica: 2020-03-19T12:10:21+01:00 da Carlo D.

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