Lavoro, a giugno 2026 sono 623.000 assunzioni delle imprese: ecco i profili più ricercati

Il panorama relativo al mercato del lavoro a giugno 2026 delinea uno scenario complesso per il sistema produttivo italiano. Le imprese programmano l’attivazione di quasi 623mila contratti, proiettando il fabbisogno complessivo a 1,5 milioni di unità per l’intero trimestre estivo (giugno, luglio e agosto 2026).

A tracciare questo bilancio è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Pur evidenziando una lieve flessione su base annua, pari a circa 15mila unità, la domanda occupazionale si mantiene solida, sebbene continui a scontrarsi con dinamiche articolate e con la perdurante difficoltà di reperire specifiche competenze sul territorio nazionale.

Qual è il lavoro più richiesto nel 2026?

L’analisi delle categorie professionali evidenzia un profondo disallineamento strutturale tra la domanda delle aziende e l’effettiva disponibilità di candidati. Tra i lavori più ricercati a giugno 2026 spiccano in maniera netta gli operai specializzati e le professioni tecniche, figure che risultano di difficile reperimento, rispettivamente, nel 56,4% e nel 51,8% dei casi.

Il settore industriale ha pianificato 134mila ingressi mensili, trainati dal manifatturiero; tuttavia, all’interno di filiere strategiche come la metallurgia e la meccanica, il sistema produttivo si scontra con ostacoli severi, faticando ad assumere fabbri (73,2% di posti che rimarranno vacanti a fine mese), meccanici (67,4%) e manutentori (66,5%).

Le criticità raggiungono picchi allarmanti anche nelle costruzioni: a fronte di 51mila assunzioni stimate, gli addetti alle rifiniture risultano introvabili per il 75,6% delle imprese. Di conseguenza, la grave carenza di figure ingegneristiche e di esperti nei processi produttivi, assenti in oltre il 64% delle selezioni, trasforma le competenze specialistiche nell’elemento critico per eccellenza.

Settore di attivitàEntrate previste (Giugno 2026)Entrate previste (Giugno-Agosto 2026)Variazione su Giugno 2025
Settore Primario43.560118.860+1.190
Industria133.960349.230-3.210
Costruzioni50.590126.590+130
Servizi445.0601.068.240-12.780
Commercio78.260199.210-3.950
Servizi di alloggio e ristorazione172.960389.590-2.340
Servizi alle persone74.410177.970+20
TOTALE622.5701.536.330-14.810

Quali sono le previsioni per la disoccupazione in Italia nel 2026?

Le attuali dinamiche occupazionali riflettono un marcato squilibrio tra domanda e offerta, fattore che incide indirettamente sui tassi di inattività. A giugno 2026 risulta infatti arduo reperire il 42% dei profili desiderati dalle aziende. Tale difficoltà deriva in primo luogo dalla mancanza di candidati (26,7%) e, in secondo luogo, da una preparazione non adeguata rispetto alle mansioni previste (11,8%).

La difficoltà si acuisce in ambiti strategici come la metallurgia, il tessile-abbigliamento e il legno-mobile, dove l’impossibilità di assumere risorse idonee supera la soglia del 60%, con un’incidenza geografica maggiore nelle aree a forte vocazione industriale del Nord Est (45,3%) e del Nord Ovest (45,1%) rispetto al Mezzogiorno (37,3%).

Questo scenario di profondo disallineamento influenza direttamente le strategie aziendali e definisce cosa cambia per le offerte di lavoro: i contratti proposti, infatti, si attestano per il 65,9% sul tempo determinato, riflettendo la forte componente stagionale e una marcata cautela operativa, mentre le assunzioni a tempo indeterminato si fermano appena al 14%.

Quali sono le opportunità lavorative per il 2026?

Nonostante le criticità sistemiche, il panorama che caratterizza le offerte di lavoro a giugno 2026 si rivela particolarmente propizio per specifiche fasce demografiche. I candidati under 30 costituiscono un target privilegiato, assorbendo ben 190mila contratti, un dato pari al 30% del totale delle entrate stimate.

L’incidenza giovanile risulta preponderante nei servizi finanziari e assicurativi (48,9%) e nei comparti informatici e delle telecomunicazioni (44,6%). Sotto il profilo territoriale, il Sud e le Isole accentrano il maggior volume di opportunità, totalizzando oltre 210mila selezioni nel mese, sebbene i tassi più alti di mancato incrocio tra domanda e offerta si registrino nelle aree settentrionali.

Parallelamente, l’apporto dei lavoratori stranieri si conferma un elemento strutturale per l’intero sistema: i 143mila ingressi pianificati, equivalenti al 23% della domanda complessiva, risultano infatti essenziali per sostenere le filiere dell’industria tessile (42,7%) e dell’agricoltura (38,2%).

Dove si concentrano le offerte di lavoro a giugno 2026?

A sostenere i volumi relativi all’occupazione a giugno 2026 è, senza dubbio, il comparto dei servizi, capace di generare 445mila posizioni in un solo mese e oltre un milione nell’intero trimestre estivo. All’interno di questa macro-area, la filiera turistica, comprensiva delle attività di alloggio e ristorazione, assorbe la quota maggioritaria con 173mila inserimenti, affiancata dal commercio al dettaglio e dai servizi alle persone.

Per quanto attiene al settore primario, l’agricoltura stima 44mila contratti, alimentata in prevalenza dalle coltivazioni ad albero e di campo; tuttavia, in tutti questi ambiti persistono gravi lacune, con esercenti della ristorazione, conduttori di macchine agricole e operai della zootecnia che figurano costantemente tra le risorse umane più difficili da reperire sul mercato.

Al fine di inquadrare i fabbisogni occupazionali per singola macro-area produttiva, il prospetto sottostante riporta le entrate programmate per il periodo estivo e l’incidenza percentuale del disallineamento tra domanda e offerta.

Settore ProduttivoAssunzioni stimate (giugno)Fabbisogno trimestrale (giugno-agosto)Quota di difficile reperimento (%)
Servizi (Totale)445.000> 1.000.000Dato variabile per comparto
Turismo, alloggio e ristorazione173.000390.00052,8% (addetti ristorazione)
Industria (Totale)134.000349.000Dato variabile per comparto
Commercio78.000199.000Non specificato
Servizi alle persone74.000178.000Non specificato
Costruzioni51.000127.00059,5%
Agricoltura e settore primario44.000119.00033,2%
Meccanica ed elettronica19.00049.00067,4% (meccanici)
Metallurgia14.00036.00062,6%
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