L’esenzione IRPEF sulle pensioni costituisce una misura fondamentale, ridefinita recentemente dall’Inps attraverso la Circolare n. 51 del 30 aprile 2026 e il successivo Messaggio operativo n. 1943 del 10 giugno 2026. I provvedimenti delineano le istruzioni per la totale detassazione dei trattamenti previdenziali spettanti alle vittime del dovere.
Rientrano in questa definizione, ai sensi della legge n. 466/1980 e della legge n. 302/1990, i soggetti che hanno subito invalidità permanenti o il decesso in attività di servizio (inclusi i coinvolti in eventi di terrorismo e criminalità organizzata), nonché le categorie equiparate previste dalla legge n. 266/2005 e i rispettivi familiari superstiti.
Esenzione 2026, quali sono le pensioni non soggette a IRPEF?
A decorrere dall’anno d’imposta corrente, la totale detassazione si applica a tutti i trattamenti previdenziali, sia di prima liquidazione che già in essere. Un aspetto fondamentale, chiarito in via definitiva, riguarda l’assenza del vincolo di correlazione: la totale esenzione dall’IRPEF per le vittime del dovere a partire dal 2026 spetta indipendentemente dal fatto che la prestazione economica sia direttamente collegata all’evento lesivo che ha generato il riconoscimento dello status.
Il beneficio si estende alle prestazioni ottenute mediante gli istituti del cumulo, della totalizzazione e del computo nella Gestione Separata. Inoltre, nel caso in cui il trattamento diretto si trasformi in pensione di reversibilità, il regime fiscale agevolato prosegue in favore dei superstiti, a condizione che permangano i requisiti di legge previsti per il mantenimento del diritto stesso.
Novità Inps sulle vittime del dovere nel 2026
Il mutamento delle regole fiscali e il conseguente ampliamento delle prestazioni agevolabili derivano da un preciso intervento dei giudici supremi. La sentenza della Cassazione sull’esenzione IRPEF per le vittime del dovere (n. 15121/2024), consolidata dall’ordinanza n. 4873 del 25 febbraio 2025, ha infatti superato le precedenti interpretazioni restrittive. I magistrati hanno chiarito che, in ossequio alla ratio legis della normativa di settore (legge n. 206/2004), l’obiettivo del legislatore consiste nel garantire strumenti di tutela economica adeguati e non meramente simbolici.
Tale pronunciamento ha imposto l’adeguamento istituzionale delle disposizioni introdotte nel 2026 a favore delle vittime del dovere, in base alle quali l’Inps dispone:
- l’integrale recepimento degli indirizzi formulati attraverso la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 68/2025;
- l’estensione del beneficio tributario al trattamento previdenziale nella sua interezza;
- l’assenza di qualsiasi vincolo di causalità tra l’evento lesivo originario e l’assegno percepito;
- la detassazione completa per tutte le prestazioni derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie, sia dirette che indirette;
- l’azzeramento contestuale delle relative addizionali regionali e comunali.
Come presentare il modulo di esenzione IRPEF per le vittime del dovere
L’accesso all’agevolazione tributaria non avviene in maniera automatica. Gli interessati devono inoltrare una specifica istanza telematica per certificare il proprio status, indicando gli estremi del decreto di riconoscimento, al fine di ottenere dall’Inps l’esenzione IRPEF per le vittime del dovere. Attualmente, in attesa dell’aggiornamento dei sistemi informatici per le prime liquidazioni, è possibile presentare, per tutti i trattamenti pensionistici, la domanda di “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”.
L’istanza deve essere presentata direttamente sul portale istituzionale dell’Inps, previa autenticazione con SPID di livello almeno 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS. Una volta effettuato l’accesso è necessario seguire il percorso: Pensione e Previdenza > Domanda di pensione > Aree tematiche > Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci > Accedi all’area tematica > Variazione pensione > Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere. In alternativa, i cittadini possono avvalersi anche dell’assistenza offerta dagli istituti di patronato
A chi rivolgersi per il rimborso IRPEF
Per il corrente anno, l’Istituto previdenziale gestisce l’azzeramento delle imposte e i relativi conguagli in qualità di sostituto d’imposta sui ratei mensili. La gestione delle ritenute fiscali applicate negli anni d’imposta antecedenti al 2026 segue, invece, una procedura distinta.
I contribuenti devono richiedere il rimborso IRPEF spettante alle vittime del dovere direttamente all’Agenzia delle Entrate, seguendo le consuete modalità telematiche o fisiche previste dall’amministrazione finanziaria. Si precisa, inoltre, che i ricorsi amministrativi attualmente giacenti presso i Comitati dell’Istituto, inerenti a questa materia, vengono definiti direttamente in autotutela.