Che ne sarà della cessione del quinto dello stipendio?

Il Governo Renzi ha proposto nei giorni scorsi di trasferire nelle buste paga dei lavoratori dipendenti il trattamento di fine rapporto a partire dal gennaio 2015, la proposta è ora in discussione tra le forze politiche e le Parti sociali.

Ma quali sono gli scenari per la cessione del quinto dello stipendio qualora la proposta diventasse realtà?

La cessione del quinto dello stipendio è uno strumento creditizio che vincola il TFR per dare al lavoratore la liquidità necessaria rateizzandola fino a 120 mesi.

Se il Tfr verrà dato mensilmente ai lavoratori, non si riuscirà piu’ ad erogare le cessioni del quinto ai dipendenti, e di conseguenza verrà sferrata un’ulteriore “mazzata” alle aziende del credito, agli intermediari creditizi, ed anche ai lavoratori stessi che molte volte hanno un unico veicolo per accedere al credito.

Per non parlare poi di tutte le aziende che dovranno pagare ai propri dipendenti il Tfr anticipatamente, quando ad oggi, in molti casi potevano accumularlo ed avere un po’ di liquidità da utilizzare, che fa sempre comodo in un momento in cui molte banche revocano gli scoperti di conto autorizzati.

Che ne sarà della cessione del quinto dello stipendio? ultima modifica: 2014-10-09T10:36:16+00:00 da Deborah

2 Comments

  • enrico ha detto:

    Se volete toglierci di mezzo con vari sotterfugi ditelo subito che inizio a trovare altro lavoro già da adesso.

  • Visio ha detto:

    la mossa è fantastica….. il governo anziché apportare modifiche strutturali alle politiche del costo del lavoro per agevolare la ripresa delle assunzioni ( con mezzi propri ), utilizza una voce di spesa che fino al momento della reale elargizione rimane assolutamente virtuale e scarica quindi un costo REALE sulle imprese, già abbondantemente, eccessivamente e chi più ne ha più ne metta , appesantite dal costo del lavoro.
    Praticamente vogliono far entrare 100 euro in busta paga ( lordi naturalmente e quindi ne rimangono forse 40 ) usando soldi di terzi e automaticamente se ne prendono minimo 60 euro in più al mese cioè 800 all anno di tasse per ogni dipendete, cosa che con il semplice accantonamento del tfr invece non accade perche è una voce di defiscalizzazione per l’impresa e quindi un abbattimento di reddito.

    Riassunto ex ante :
    – adesso l accantonamento tfr genera aumento di costi ( fittizi ) per l’impresa e quindi abbattimento di reddito e di tasse
    – il dipendente si trova una cifra accantonata che puo utilizzare al momento del licenziamento e che in caso di fallimento, viene riconosciuta dall INPS
    – il dipendente puo usufruire di forme di finanziamento che prevedono il “vincolo” del tfr come la cqs

    Riassunto Ex Post :

    – il dipendente riceve il denaro al lordo che viene tassato in via ordinaria ( il tfr HA TASSAZIONE SEPARATA )
    – lo stato non tira fuori un soldo
    – l’impresa subisce una uscita lorda ulteriore
    – lo stato incassa le tasse anche sui 100 euro SUBUTO IMMEDIATAMENTE mentre per il tfr non si sa quando
    – lo stato incassa il 40% di tasse sul tfr al posto del 20 circa a tassazione separata
    – lo stato da 40 euro nette al dipendente e SI FA BELLO usando soldi NON SUOI
    – il dipendente non ha più un accantonamento
    – il dipendente dovrà pensare come integrare i soldi che non prende più ( solo che adesso ne puo usare 40 al mese e non 100 e quindi il risultato è più che dimezzato se dovesse fare un PAC ad esempio

    stiamo raschiando il fondo e chi raschia, lo fa con soldi degli altri

    Fine

    Visio

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