Confezioni diverse, nuove formule che rilanciano il prodotto e sconti vantaggiosi mascherano il fenomeno della restrizione del contenuto dei prodotti. Ma di cosa si tratta? La shrinkflation, in italiano sgrammatura, è una tecnica di marketing che le aziende utilizzano ormai da anni.
Il fenomeno, che dilaga tra gli scaffali dei supermercati, consiste nel ridurre la quantità di prodotto nelle confezioni mantenendo il prezzo invariato o addirittura, in alcuni casi aumentandolo.
Una tecnica per aumentare i prezzi in modo poco trasparente che va a scapito del consumatore poco attento, riducendo il suo potere d’acquisto. Soprattutto se certi prodotti non vengono acquistati molto spesso, è facile cadere nella “trappola” della shrinkflaction. Il trucco sta proprio nella variazione di peso netto e confezione talmente minima da essere impercettibile all’occhio del consumatore.
Shrinkflation, il fenomeno circola da anni: il caso Toblerone
Questa pratica commerciale – giudicata scorretta da molti economisti – circola ormai da anni tra gli scaffali dei supermercati. Il termine shrinkflation, che unisce il verbo inglese “to shrink” (restringere) e il sostantivo “inflation”(inflazione), è stato coniato nel 2009 dall’economista britannica Pippa Malmgren, ma è nel 2016 che il “rincaro occulto” ha fatto scuola, con il “caso Toblerone”. La multinazionale Mondelez, per tagliare i costi della famosa barretta, ridusse il numero dei triangoli di cioccolata (e quindi il peso), lasciando invariato prezzo e dimensione della confezione. In questo caso però, la variazione non passò inosservata, suscitando le lamentele dei consumatori.
Shrinkflation, ecco come riconoscerla
Oltre al Toblerone, ci sono molti casi eclatanti di sgrammatura segnalati dai consumatori all’associazione Altroconsumo. Il fenomeno infatti, è tornato a suscitare attenzione nel 2022, con l’aumento dell’inflazione e il conseguente caro prezzi, a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina. Tra gli esempi troviamo la pasta Barilla. Le sue confezioni nel formato classico pesano 500gr al costo di 0,99 euro, mentre quelle della linea “trafilata al bronzo” sono disponibili solo nel formato da 400 gr al costo di 1,29 euro. Ancora, segnalati i biscotti Krumiri, con confezioni dal peso ridotto (da 300 a 290 gr) e il prezzo aumentato al +3,4% (fonte Altroconsumo). Gli aumenti mascherati non riguardano solo il cibo ma anche detersivi e altri prodotti.
Come ci si può districare quindi, tra le insidie di nuovi packaging, offerte apparentemente vantaggiose e riduzioni di peso netto?
Un buon accorgimento è quello di andare a fare la spesa dedicando il giusto tempo a questa attività. Fare la spesa di corsa infatti, aumenta il rischio di distrarsi e quindi di verificare bene cosa si sta comprando. Poi, controllare bene l’etichetta e il prezzo al kg del prodotto, non della confezione è un altro consiglio utile anti shrinkflaction. Infine, scegliere quando possibile i prodotti sfusi (frutta, verdura, pasta) rende impossibile l’applicazione della sgrammatura, oltre ad essere un’opzione amica dell’ambiente.