Si terrà oggi il primo cda di Tim dopo l’accordo tra Poste Italiane e Vivendi
Il consiglio di amministrazione di Tim tratterà i temi della politiche di remunerazione dei dirigenti, sui quali è attesa una decisione, e delle deliberazioni in vista dell'assemblea annuale dei soci.

Il consiglio di amministrazione di Tim tratterà i temi della politiche di remunerazione dei dirigenti, sui quali è attesa una decisione, e delle deliberazioni in vista dell’assemblea annuale dei soci.

L’ascesa di Poste nell’azionariato, che grazie all’intesa con la media company, arriverà alla soglia dell’opa obbligatoria, non è all’ordine del giorno ma sicuramente il cda non potrà non essere aggiornato su un tema così importante per la società. L’assemblea dei soci di Tim era stata inizialmente prevista per il 10 aprile, ma dopo la prima mossa di Poste, già subentrata come secondo azionista di Tim al posto di Cdp, il cda aveva deciso di rinviare l’appuntamento al 24 giugno per avere un quadro più definito e un riassetto piu’ delineato. Riassetto che è avvenuto già con l’accordo siglato tra Poste e Vivendi. Non è quindi escluso che l’assemblea possa ora essere anticipata. Sabato 29 marzo Poste Italiane ha chiuso l’accordo con Vivendi e ha acquistato il 15% di Tim dal gruppo francese, portandosi al 24,81 per cento. L’operazione vale 684 milioni (il pacchetto è passato di mano a 0,2975 euro per azione).

Vivendi era già scesa nel capitale di Tim, da quasi il 24% al 18,3%, ora, con la cessione di un altro 15% circa, le resta il 2,5 per cento. Una delle prime mosse che la media company potrebbe compiere, stando a quanto si apprende, è quella di rinunciare, a valle dell’operazione con Poste, alla causa contro la vendita della rete di Tim. Ora, stando a quanto si apprende, Poste e Tim lavoreranno in primis sulle sinergie – e già l’ad Pietro Labriola recentemente ha parlato delle possibili collaborazioni nel settore della vendita di servizi come luce e del gas – per poi guardare alle opportunità di consolidamento nel settore delle tlc. Il candidato più probabile è iliad, il cui ceo Thomas Reynaud ha da poco giudicato auspicabile un consolidamento in Italia e ritenuto come ci sia anche una finestra breve per realizzarlo.

iliad, dopo aver tentato di acquistare Vodafone Italia comprata poi da Swisscom, aveva già manifestato al Governo l’interesse per Tim ma è emersa la volontà dell’Esecutivo di definire prima il riassetto con Poste Italiane. D’altro canto il gruppo iliad, come detto più volte apertamente, è interessato a giocare un ruolo industriale in Italia anche in chiave consolidamento. La società non è cioè interessata a vendere, visto che sta portando avanti una strategia europea di crescita.

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