Banche, nuove norme sulle sanzioni

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Banca d’Italia vara la nuova disciplina sulle sanzioni nei confronti delle banche. Le disposizioni, che hanno l’obiettivo di snellire, rivedere e aggiornare le procedure (riunite ora in un unico testo), entreranno in vigore dal 1° febbraio per i nuovi procedimenti, mentre per quelli pendenti saranno ancora valide le vecchie regole.

Le norme riguarderanno banche, sgr, sim, sicav, istituti di pagamento, confidi, Poste Italiane, agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi e i soggetti (persone fisiche e giuridiche) destinatari delle disposizioni in materia di partecipazioni, abuso di denominazione e contrasto del riciclaggio.

Bankitalia ha precisato le principali novità della disciplina nel documento di consultazione sulla normativa, che è stato presentato al mercato a maggio, mentre il via libera finale alle disposizioni di vigilanza è arrivato a fine dicembre. Alla consultazione hanno partecipato Abi, Assonime, Assosim, Federcasse, Lis e Unicredit. La procedura sanzionatoria è stata sottoposta a una complessiva revisione. In particolare, con le disposizioni, è stato «semplificato l’iter istruttorio, prevedendo che il vaglio collegiale sia limitato ai casi di maggiore complessità». Via Nazionale ha sottolineato che sarà dato «ampio risalto all’esercizio del diritto di difesa» dei soggetti sottoposti al procedimento, «prevedendo modalità di interlocuzione che salvaguardino al tempo stesso il pieno contraddittorio tra le parti e l’economicità dell’istruttoria». L’istituto guidato da Ignazio Visco si è posto anche l’obiettivo di «incentivare la collaborazione attiva e l’adozione di misure correttive».

La procedura sanzionatoria prevede alcune fasi: dopo l’accertamento delle violazioni, si passerà alla contestazione, poi alla presentazione delle controdeduzioni e a un’eventuale audizione personale; in seguito ci sarà la valutazione del complesso degli elementi istruttori, la proposta al Direttorio di irrogazione delle sanzioni o di archiviazione del procedimento, che porterà all’adozione della sanzione (o all’archiviazione) da parte del Direttorio. Infine ci sarà la notifica e la pubblicazione del provvedimento.

In particolare la fase istruttoria è stata snellita. Sarà condotta per lo più in via monocratica: tuttavia, un organo collegiale (la Commissione per l’esame delle irregolarità, o Cei) si occuperà della valutazione dei casi di maggiore complessità, per novità o rilevanza sistemica. Nel rispetto del principio di separazione tra la fase istruttoria e la fase decisoria, l’applicazione della sanzione o l’archiviazione sarà disposta da un organo diverso da quello che ha curato l’istruttoria, ossia il Direttorio della Banca d’Italia. Via Nazionale potrà comunque adottare, in ogni fase del procedimento, interventi di vigilanza come lettere di richiamo o provvedimenti specifici nei confronti dell’intermediario.

Nell’esame delle difese presentate dall’intermediario, la Banca d’Italia valuterà in particolare se vi sia stata «una tempestiva e completa rimozione degli effetti della violazione da parte dell’interessato». Qualora i fatti risultino giustificati o gli interventi abbiano portato alla completa eliminazione delle violazioni, la Banca d’Italia ne terrà conto «ai fini di un’eventuale pronuncia di archiviazione».

Quanto invece all’irrogazione della sanzione, Bankitalia ha precisato che terrà conto «della durata della condotta, delle dimensioni dell’intermediario, dei riflessi (anche potenziali) dell’irregolarità sulla situazione tecnica dell’intermediario nonché sugli interessi degli stakeholder».

 

Nell’ultima relazione annuale Bankitalia ha rilevato che nel 2011 l’importo complessivo delle sanzioni pecuniarie è stato di 15,7 milioni, a fronte dei 18,2 dell’anno precedente. I provvedimenti sono stati 116, rispetto ai 145 del 2010 e hanno avuto come destinatari più di 1.100 tra persone fisiche e giuridiche. Altri 24 procedimenti di natura sanzionatoria sono stati conclusi con l’archiviazione. Le irregolarità più ricorrenti hanno riguardato l’organizzazione amministrativa e il sistema dei controlli interni, le carenze nelle verifiche da parte del collegio sindacale e le criticità nel processo del credito. Circa un quinto dei provvedimenti emanati ha riguardato violazioni della normativa in materia di trasparenza e correttezza nei rapporti con la clientela.

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