Fine del Decreto 141.2010 la Legge di Pablo Escobar e dei cartelli di Medellin

A seguito della nostra richiesta di incontro inviata al Presidente della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, Onorevole Carla Ruocco, siamo stati ieri contattati da membri del Governo al fine di fare chiarezza sul Decreto Legislativo n.141.2010 nella fattispecie sui punti, società cartello, monomandato, abusivismo, incompatibilità tra iscritti OAM, oltre che sul ruolo dell’Oam deputato alla gestione degli elenchi agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi.
Gli interlocutori di Governo quasi non credevano alle assurde regole ad oggi in vigore sulla nostra categoria e sui costi imposti dalla legge al fine di poter espletare la professione.
Gli stessi ci hanno convocato ad un tavolo tecnico scientifico per iniziare un percorso correttivo del Decreto n.141.2010 che mina la libera concorrenza, favorisce l’abusivismo e riempie di costi inutili la nostra categoria.
Assopam, inoltre per porre fine alle assurde regole dettate dal Decreto n.141.2010 ha incaricato uno Studio Legale per l’inizio di un percorso in Corte Costituzionale.

Dure le parole del Presidente Raffaele Tafuro: “a differenza delle altre associazioni, noi di Assopam da anni stiamo lottando duramente per far valere i diritti dell’intera categoria. Il Decreto n.141.2010 che possiamo definire Legge Pablo Escobar dei cartelli di Medellin è stata realizzata per creare solo ed esclusivamente SCHIAVI e società CARTELLO! 

Infatti, grazie a questa Legge capestro, solo il 10% delle società di mediazione creditizia (partecipate, quotate o di proprietà esclusiva di fondi) crescono e dominano il mercato (a discapito dei fessi). Riescono a fare numeri importanti non per meritocrazia, ma grazie alla possibilità di poter disporre in modo esclusivo di numerosi mandati bancari. Le restanti società rappresentano circa il 90% degli iscritti OAM, e nonostante ottemperano a tutte le incombenze legislative, per volontà di un complotto tra Padrini e Cartelli sono state letteralmente messe ad un angolo e con le spalle al muro perchè private con la forza di convenzioni bancarie! Con lo scopo di farle chiudere per servire i Cartelli di Medellin!  

Come potrebbe fare business un bravo ortolano se viene privato di frutta e verdura?

Poi ci sono gli Agenti in Attività Finanziaria e i Collaboratori, entrambi monomandatari, ridotti legalmente in schiavitù, spesso costretti a cambiare società ma puntualmente traditi da false promesse o budget irrealizzabili. Uomini onesti e preparati, che per colpa dei Cartelli di Medellin fanno fatica a portare il pane a casa e a dormire sonni tranquilli la notte!

Ma la cosa straordinaria è che la differenza tra AAF e SMC è una Porcata tutta Italiana, infatti la distinzione non esistente in nessuna parte del Globo. In un epoca dove l’economia vola e si parla di Blockchain, Lending, Per to Per, Crowdfunding, Car Sharing,  ecc ecc come si può pensare di dover sottostare ad un Decreto Capestro che fa crescere solo il 10% degli iscritti OAM! E’ chiaro che verrà completamente rivisto! 

In molti paesi del mondo esistono i Broker Finanziari abilitati sia al credito che a collocare prodotti di investimento. E noi puntiamo verso questa direzione. In qualità di Presidente Assopam sono orgoglioso e contento di poter contribuire in prima persona e collaborare per la modifica del Decreto-legge 141.2010. Pertanto tra non molto Pablo Escobar diverrà anche in Italia, un vecchio e triste ricordo”!

 

Le linee guida ed i programmi sono disponibili sul sito istituzionale www.assopam.it

 

 

 

Fine del Decreto 141.2010 la Legge di Pablo Escobar e dei cartelli di Medellin ultima modifica: 2018-11-16T13:15:06+00:00 da Antonio P.

One Comment

  • Francesco Latrofa ha detto:

    Bravissimi !!!!!! Sono completamente d’accordo con voi nel fare la guerra al decreto 141 del 2010 che,non dimentichiamolo,è l’applicazione di una direttiva dell’Unione Europea,con la quale si deve arrivare allo scontro su questo argomento.Oltre a ciò che avete giustamente detto,bisogna aggiungere che il suddetto decreto ha fatto aumentare il lavoro nero nel nostro settore.

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