Sacchetti di plastica

Quando si parla di biodegradabilità si fa riferimento alla proprietà delle sostanze organiche di poter essere decomposte

Per moltissimi anni, negli esercizi commerciali si vendevano sacchetti per la spesa di plastica, con uno smercio elevato e con un consumo esponenziale.

La moderna attenzione per l’ambiente e la necessità di garantire una effettiva tutela, attraverso l’utilizzo accorto delle risorse a disposizione, ed una rinnovata attenzione alle condizioni del nostro pianeta, ha indotto le comunità internazionali ad adottare nuove soluzioni a tale prativa, per ottenere nel lungo periodo il venir meno dell’utilizzo della plastica a favore dei sacchetti biodegradabili.

Ma quali sono le sanzioni per chi non rispetta la normativa vigente in materia?

Innanzitutto dobbiamo fare una differenza tra sacchetti biodegradabili e sacchetti compostabili. Quando si parla di biodegradabilità si fa riferimento alla proprietà tipica delle sostanze organiche e di determinati composti sintetici, di poter essere decomposte in altre sostanze più semplici ad opera dei batteri presenti in natura.

Per compostabilità si intende invece, la proprietà di una sostanza organica di biodegradarsi e diventare compost in tempi brevi, attraverso un procedimento specifico di compostaggio che permette la trasformazione controllata.

Solo i sacchetti per la spesa monouso biodegradabili e compostabili, secondo quanto previsti dalla norma UNI EN 13432:2002, e riutilizzabili possono essere venduti, ma solamente se rispettano alcuni requisiti di spessore e materiale.

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