Spread e Debito pubblico: per il bene del paese, Banche e Governo devono collaborare

La somma complessiva globale europea in termini di risparmio ammonta a 28 mila miliardi. In Italia ammonta a circa 4.100 miliardi (14,6%).

Circa 300 mila famiglie (l’1,2%) detengono il 21% della ricchezza totale circa 860 miliardi di euro.

La restante somma di euro 3.240 miliardi è posseduta dal ceto medio e da piccoli risparmiatori.

La somma totale di euro 4.100 miliardi è così suddivisa:

1.100 miliardi depositi bancari;

440 miliardi in titoli obbligazionari (dei quali SOLO 130 miliardi in  debito pubblico);

450 miliardi in fondi comuni;

950 miliardi in azioni italiane ed estere;

860 miliardi in assicurazioni e fondi pensione;

300 miliardi in altre attività (conti postali, monete ecc.).

Inoltre gli Italiani posseggono immobili per un valore catastale di euro 7.000 miliardi (commerciale si stima quasi il doppio).

Tra risparmi e immobili gli Italiani detengono ricchezze per un valore totale di euro 11.100 miliardi.

Il fatto che gli Italiani detengono solo 130 miliardi in debito pubblico fa comprendere che le Banche indirizzano i propri clienti in altre forme di investimento più remunerative.

Adesso visto la convenienza del tasso e per il bene del paese, ci aspettiamo l’avvio di una campagna condivisa tra Governo e addetti ai lavori per incentivare fortemente i risparmiatori Italiani al fine di far spostare (per almeno 100 miliardi) l’assetto degli investimenti in titoli di stato. Questa prassi porterà lo spread nei valori di contenimento.

 

L’operatore finanziario Raffaele Tafuro

 

 

 

 

 

(Dati fonte Assopam)

Leggi anche...
Spread e Debito pubblico: per il bene del paese, Banche e Governo devono collaborare ultima modifica: 2018-08-28T13:09:06+00:00 da Antonio P.

One Comment

  • Rocco ha detto:

    Analisi giusta ma inquietante. Pensa che quasi 95% del nostro debito pubblico è in mani straniere o di camuffati esteri. Eppure siamo il paese più ricco e più parsimonioso almeno in europa. Ė veramente tutta colpa dell’Europa?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.